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Bonus Casa 2026: la guida per accedere al bonus

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Bonus casa 2026Sfrutta le detrazioni e dai un taglio netto ai costi di ristrutturazione con il Bonus Casa.

Valutazione utenti: 21
Pubblicato il 22-02-2026 da La Redazione

Tabella dei contenuti

    Buone notizie per chi ha in mente di ristrutturare casa: è stato confermato il bonus ristrutturazioni 2026, meglio conosciuto come Bonus Casa.
    Si tratta di un'agevolazione disciplinata dall'articolo 16-bis del Dpr n. 917/86, riconfermata dalla Legge di Bilancio con importanti novità riguardanti le aliquote. Per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2026, infatti, la normativa prevede una distinzione netta tra abitazione principale e seconde case.

    La vera novità per il 2026 è che la detrazione resta al 50% (fino a un tetto di 96.000 euro) solo se si ristruttura l'abitazione principale. Per le seconde case, l'aliquota scende al 36%, pur mantenendo il tetto massimo di spesa a 96.000 euro.
    Questo bonus è utile per chiunque debba effettuare lavori di manutenzione straordinaria, restauro o risanamento conservativo, garantendo un recupero fiscale significativo su un arco di dieci anni.

    Bonus casa: come funziona

    Il bonus ristrutturazioni 2026 viene spalmato in 10 quote annuali di pari importo. Le detrazioni vengono recuperate in fase di dichiarazione dei redditi, detraendo ogni anno la quota spettante per dieci anni consecutivi.

    Esempio:
    Supponendo di aver sostenuto spese di ristrutturazione sulla prima casa per un totale di 80.000 euro, grazie al bonus riusciresti a recuperare la metà delle spese (40.000 euro), detraendo in dichiarazione dei redditi una quota di 4.000 euro l'anno per 10 anni.

    ATTENZIONE:
    Per le spese sostenute a partire dal 1° gennaio 2026, nel caso di ristrutturazione di una seconda casa (o abitazione non principale), la detrazione scende al 36%. Su una spesa di 80.000 euro, il recupero totale sarà quindi di 28.800 euro (2.880 euro l'anno).

    A chi spetta la detrazione sulle ristrutturazioni?

    Singole unità abitative: elenco dei possibili beneficiari

    Possono usufruire delle agevolazioni tutti i contribuenti soggetti ad IRPEF, sia residenti che non residenti in Italia. Ecco l'elenco dei soggetti che possono godere dei benefici del bonus casa:

    • Proprietari e nudi proprietari;
    • Usufruttuari;
    • Locatari (inquilini) o comodatari dell'immobile;
    • Assegnatari di alloggi;
    • Imprenditori individuali (solo per immobili non strumentali);
    • Soci di società semplici, s.n.c., s.a.s. (solo per immobili non strumentali);
    • Coniugi o familiari conviventi del possessore;
    • Coniuge separato assegnatario dell'immobile;
    • Il componente dell'unione civile o il convivente more uxorio.

    Immobile con 2 proprietari: a chi spetta la detrazione?

    Se le spese sono sostenute da due comproprietari, la detrazione spetta a entrambi in base alla spesa effettivamente sostenuta da ciascuno, anche se la fattura è intestata a un solo proprietario (in questo caso va annotata sulla fattura la percentuale di spesa del secondo proprietario).

    Immobile in compravendita: a chi spetta la detrazione?

    Se è già stato stipulato un contratto di compravendita (compromesso), l'acquirente può usufruire della detrazione se:

    • È immesso nel possesso dell'immobile;
    • Sostiene direttamente le spese e le fatture sono a lui intestate;
    • Il compromesso è stato regolarmente registrato.

    Condomini: la detrazione nel caso di edifici condominiali

    Nel caso di ristrutturazioni condominiali la detrazione spetta a ogni singolo condomino in base alla quota millesimale. Il bonus è applicabile alle parti comuni, sempre per un limite di 96.000 euro per ciascuna unità immobiliare.

    Condomini minimi: come funziona il bonus casa?

    Per i condomini con meno di 8 unità (senza obbligo di amministratore), è possibile nominare un responsabile che effettui il pagamento. In sede di dichiarazione, i condomini potranno usufruire della detrazione indicando il codice fiscale del responsabile e conservando la documentazione dei lavori sulle parti comuni.

    Interventi ammessi per il bonus casa

    Singole unità abitative: gli interventi ammessi e quelli esclusi

    Sono ammessi interventi su immobili residenziali di qualsiasi categoria catastale. Per le singole unità, il bonus spetta per:

    • Manutenzione straordinaria: rifacimento bagni, sostituzione infissi (se conformi alle nuove norme 2026), installazione ascensori, spostamento tramezzi, porte blindate;
    • Restauro e risanamento conservativo: eliminazione di situazioni di degrado, adeguamento altezze solai;
    • Ristrutturazione edilizia: modifica della facciata, realizzazione di balconi, demolizione e ricostruzione con stessa volumetria;
    • Sicurezza e salute: installazione di telecamere e allarmi, bonifica amianto, interventi per ridurre infortuni domestici;
    • Risparmio energetico: installazione di pannelli fotovoltaici e sistemi di accumulo.

    IMPORTANTE (Novità 2026): Dal 2026 non è più possibile detrarre l'installazione di caldaie alimentate esclusivamente a gas fossile. Sono ammessi solo sistemi ibridi o pompe di calore.

    Spese non rientranti nella detrazione

    Non sono ammessi i lavori di manutenzione ordinaria (tinteggiatura, sostituzione pavimenti) eseguiti sulle singole unità, a meno che non facciano parte di un intervento più vasto di manutenzione straordinaria.

    Condomini: tutti gli interventi ammessi

    Sulle parti comuni, oltre agli interventi sopra citati, è ammessa anche la manutenzione ordinaria:

      Riparazione e rinnovamento delle finiture;Tinteggiatura pareti e rifacimento intonaci;Impermeabilizzazione tetti e terrazze;Riparazione di cancelli, citofoni e impianti comuni.

    Rientrano nella detrazione anche i costi di progettazione, le spese professionali, l'acquisto dei materiali e gli oneri di urbanizzazione.

    Gli obblighi da non dimenticare

    Per non perdere il diritto al bonus, è fondamentale seguire queste procedure:

    1. Bonifico Parlante: Tutti i pagamenti devono essere effettuati tramite bonifico bancario/postale dedicato, indicando causale, codice fiscale del beneficiario e partita IVA della ditta;
    2. Comunicazione ENEA: Per i lavori che comportano risparmio energetico (infissi, coibentazioni, fotovoltaico), è obbligatorio inviare la documentazione sul portale ENEA entro 90 giorni dalla fine dei lavori.

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